Zone erogene: quali sono, come individuarle

Le zone erogene sono quelle parti del corpo che, se adeguatamente stimolate, provocano un’incredibile esplosione di piacere. Si tratta quindi di zone capaci di amplificare le sensazioni fisiche, consentendo un più intenso raggiungimento dell’orgasmo.

Attenzione però: se è vero che esistono punti la cui sollecitazione è universalmente fonte di godimento, dall’altro lato il fisico femminile è differente da quello maschile, per cui ognuno dei due sessi avrà la sua propria “mappa del piacere”. Inoltre, entrano in gioco anche fattori soggettivi, che per lo più nascono dalla mente e da pregresse esperienze, che potrebbero far sì che una zona considerata erogena possa al contrario creare un contatto fastidioso. Un caso comune è quello dei capezzoli, parte reattiva per eccellenza, e che però a non poche donne (e uomini), se stuzzicati, danno una sensazione di fastidio se non addirittura di dolore.

Insomma, la scoperta delle zone erogene prevede un mix di conoscenza anatomica del corpo e tentativi delicati: ognuno di noi può riservare sorprese, non c’è nulla di scontato. Alcune zone, certo, saranno particolarmente sensibili per tutti, ma altre potrebbero facilmente variare da individuo ad individuo. Mai, dunque, approcciarsi ad un amplesso solo con la tecnica e la cartina mentale dei punti da sollecitare: individuare le zone erogene significa esplorare pian piano il proprio corpo e quello del partner, scoprendo di volta in volta dove soffermarsi.

Vediamo subito, in generale, quali sono le zone erogene imprescindibili per un rapporto sessuale all’insegna del piacere, focalizzandoci sulle peculiarità entrambi i generi. Tutti vogliamo diventare un DioDelSesso: ok, ma iniziamo dall’ABC, i punti essenziali, tra cui appunto le zone erogene, perché in mancanza di queste conoscenze di base il nostro livello come amanti rimarrà irrimediabilmente basso.

Perché queste zone sono “erogene”?

Anzitutto l’etimologia della parola ci rivela già la peculiarità di queste aree del corpo: erogene è un composto dal greco eros, amore, e il suffisso -genos, generatore. Queste zone sono quindi generatori di amore (in questo senso, fisico). Ma come funziona dal punto di vista scientifico?

Le terminazioni nervose delle zone erogene inviano gli input di piacevolezza all’ipotalamo. Questo stimola poi l’ipofisi alla produzione di ormoni, che a loro volta stimolano le ghiandole surrenali affinché venga secreta l’adrenalina, potentissimo afrodisiaco organico.

Se le zone erogene vengono sollecitate per un periodo di tempo (ragionevolmente) lungo, l’ipofisi inizia a produrre ossitocina, il famoso ormone dell’amore responsabile dell’eccitazione.

Naturalmente tutto ciò funziona se siamo rilassati, se siamo davvero presenti anche con la testa e a nostro agio. In caso contrario la mente attiverà dei meccanismi di difesa: l’ipersensibilità delle zone erogene unita alla tensione potrebbe causare solletico o addirittura rigetto. Stesso discorso post orgasmo, soprattutto per gli uomini: dopo l’acme del rapporto, è probabile che ci sia un periodo refrattario durante il quale lo sfregamento delle zone erogene causi fitte dolorose.

Insomma, le zone erogene sono sì naturalmente sviluppate, ma risentono dei tanti fattori esterni che tendiamo a somatizzare. Esiste anche un’educazione alla sensibilità: un individuo, uomo o donna che sia, che ha vissuto una vita (anche sessuale) povera di affettività fisica, è probabile abbia i punti del piacere come intorpiditi. Diventa necessario allora togliere i freni e scoprire con il partner tutte le possibilità sensoriali di cui il corpo è dotato.

Zone erogene primarie

Le zone erogene primarie, forse banalmente, sono proprio i genitali. Le chiamiamo primarie proprio perché rimangono la porzione di corpo più eccitante ed eccitabile, tanto durante il rapporto sessuale di per sé quanto, ed è importante sottolinearlo, durante i preliminari.

Senza la stimolazione delle zone erogene primarie non si raggiunge l’orgasmo, e discende da qui la loro preminenza rispetto alle altre. Non si sottovaluti però l’importanza di “curiosare” su questi punti: ad esempio, il clitoride è certamente una zona erogena molto forte per le donne, ma non per tutte allo stesso modo. Il segreto è approcciarsi sempre in maniera soft e intensificare il contatto pian piano, così da scoprire insieme fino a dove si spinge il piacere.

Zone erogene secondarie

Secondarie sì ma non per importanza. Un amplesso che si riduca alla mera penetrazione, il più delle volte non appaga: ecco allora che entrano in gioco le zone erogene secondarie, che amplificano il piacere di quelle primarie perché ad esse vicine. E, nota non da poco, stimolano anche la chimica cerebrale.

Parliamo quindi di punti strategici per sciogliere le inibizioni dell’altro: il seno, i glutei, il pube, l’ano, il perineo.

A queste aggiungiamo anche la parte posteriore del ginocchio, il collo, l’orecchio, l’ombelico; queste sono tra le zone erogene secondarie più “universali”, eccitanti sia per l’uomo che per la donna.

Interno coscia e inguine sono tra le zone erogene più sottovalutate purtroppo, eppure proprio perché di rado sollecitate, possono regalare sensazioni erotiche nuove, capaci di dare una ventata di freschezza alla vita sessuale di coppia.

Zone erogene per lei

Secondo diversi studi scientifici, la donna è particolarmente sensibile alle cosiddette zone erogene arcaiche, ossia lontane da quelle primarie.

Gambe e schiena possono essere individuate con facilità tramite un massaggio, preliminare sempre ben gradito. Ma non solo. Forse non molti sanno che anche la nuca e la cute sono ricche di terminazioni nervose capaci di inviare al cervello sensazioni di piacere.

Una chicca sono i piedi. Non stiamo parlato di foot fetish estremo, che è altra cosa, ma dal punto di vista anatomico i piedi sono estremamente sensibili; inoltre, secondo la riflessologia plantare, rappresentano in piccolo l’intera persona. Manipolando un punto del piede, quindi, si ottiene una sollecitazione della corrispondente parte del corpo.

Zone erogene per lui

Iniziamo subito con il citare il punto P e il punto L. Sì, anche l’uomo ha i suoi punti deboli! Il punto P nient’altro è che la prostata; per essere sicuri di individuarla, la posizione perfetta prevede che lui sia supino con le gambe piegate. Il punto L invece è esterno, e localizzato tra i testicoli e l’ano; in pratica si tratta della parte esterna del muscolo pubococcigeo.

Ma non finisce qui. Avresti mai detto che per l’uomo sono zone erogene importantissime le mani, in particolare le dita? E ancora, spalle e torace andrebbero stimolati sempre, poiché ricche di terminazioni nervose; che sia un massaggio o dei baci, il petto maschile è fonte, forse inaspettata, di estremo piacere. Si badi anche alla zona compresa tra il pube e l’ombelico, per l’esattezza circa quattro dita sotto l’ombelico; è estremamente erogeno anche il corrispettivo punto sulla schiena.

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